M.A.P. Olive Drab (Ricordi di cucito pt2)

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    Vista frontale sui PALS con velcro cucito sopra
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    Foto che riprende la tasca aggiuntiva montata sullo zaino
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    Nastri di compressione laterali
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    Vista dall'alto, come potete vedere ho montato una piccola tasca (sempre fatta da me) sui PALS
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    Primo piano della maniglia e dell'uscita per il tubo vescica / cavi
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    Parte inferiore, i nastri centrali coprono gli occhielli di dranaggio per i liquidi, i quattro sui bordi invece servono per eventuali nastri per il fissaggio di tende o sacchi a pelo. I SL (Single Loop), ovvero quei pezzettini di plastica rettangolari servono al medesimo scopo.
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    La tasca piccola ha del velcro femmina per garantire una facile modularità
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    Schienale non ancora montato
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    Schienale imbottito di tipo 3d con stoffa 3d mesh
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    Retro dello schienale
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    Vista interna delle due tasche con apertura a velcro
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    Vista interna della tasca porta vescica / schienale rigido
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Buonasera a tutti, questo è il secondo zainetto che ho cucito sempre anni fa. Si tratta di un piccolo MAP (Military Assault Pack). La stoffa usata è sempre Cordura 1000d per l’esterno e 500d per l’interno e i material sono tutti Mil Spec. Ho provato per la prima volta a cucire uno schienale con effetto 3d, ovvero mettendo dei pezzi di plastazote (il materiale dei materassini da yoga) e poi a cucire la stoffa 3d mesh (quella forata che viene usata per gli schienali degli zaini) in maniera tale da seguire il perimetro del pezzo di plastazote e creare un effetto tridimensionale. Questa tecnica ha sicuramente diversi vantaggi: non solo è d’impatto estetico ma favorisce la ventilazione, in quanto le aree a contatto con il corpo sono ridotte e si creano piccoli canali per l’aria. Vi è inoltre un altro vantaggio ed è quello di poter distanziare dal corpo alcune parti dello schienale, decidendo così se far poggiare più il carico sui lati o sulla spina dorsale, sulle vertebre lombari o su quelle dorsali. Non essendoci un giusto ed uno sbagliato, ed ogni zaino avendo un preciso scopo, le combinazioni sono molte.
In questo zaino il risultato estetico è discutibile per due ragioni: la prima è che è stata la mia prima prova; la seconda giustificazione è data dall’utilizzo di un filo non nero che, nel caso di questa tecnica, vanifica completamente l’obbiettivo estetico, contrastando le inevitabili inesattezze delle cuciture.

Credo di avervi annoiato abbastanza anche per oggi, per dubbi e qualsivoglia richiesta sono a disposizione, grazie.

Alessandro

Alessandro

Alessandro è un milanese che vorrebbe scappare da Milano, è appassionato di informatica ma vorrebbe vivere senza telefono, è un artigiano eppure vorrebbe robotizzare tutto, impara una cosa e già vorrebbe studiare dell’altro. Autodidatta da sempre, gli piace sbattere la testa finché tutto non funziona come vuole lui, spesso ci riesce anche! Il motto che si ripete dentro la testa è: “Se ci sono riusciti gli altri ci posso riuscire anche io”.

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