Esempio di tema sul viaggio e la lettura

tema Viaggi e Libri
Tempo di lettura: 3 minuti

Benvenuti su 9minuti.it, quello che vi propongo oggi è un esempio di tema sul viaggio.

Mi è capitato diverse volte di leggere temi che, pur non avendo alcun errore grammaticale, peccavano di personalità e originalità.

In questo esempio di tema svolto sul viaggio spero di riuscire ad essere di ispirazione a qualcuno.

Attenzione, il tema proposto difetta di argomentazione, qualità che può essere richiesta dal vostro insegnante o dalla vostra traccia.

tema Viaggio Libri 2

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Il tema in questione è stato scritto sulla base della simulazione della prima prova del 2019, per la precisione Tipologia C_1_Marzo19 (cliccate per la traccia completa in formato .pdf)

Tema svolto sul viaggio e la lettura

Un treno corre sui binari. Si vede la sua ombra sulla ghiaia, sulle traversine, e il ta-tam ritmico è un invito a socchiudere gli occhi. Talvolta il treno si ferma ad una stazione, qualcuno si siede vicino a noi e qualcun altro scende. Ognuno di essi ha una propria vita e una storia.
La mente si appisola nuovamente e sogna. Bastano pochi spunti per librarsi negli immensi cieli della fantasia, a volte a dare il la è il viso barbuto di un uomo, altre volte è il vestito svolazzante di una giovane.

In treno le dita toccano la carta porosa di un libro fra le cui pagine potrebbe essere raccontata la nostra storia, o, forse, quella di chi è seduto al nostro fianco.

Pur avendo una sola vita noi ne potremmo vivere una moltitudine! Per farlo è necessario però avere il coraggio di sognare e, per sognare, è sufficiente aprire un libro. Esso ci guiderà in un meraviglioso viaggio mentale e il tempo non passerà più con la sua solita velocità.

È un viaggio senza biglietti e dove non c’è la seconda classe.

Però, quando gli occhi scorrono sulle righe, lo fanno proprio come un treno in partenza: il lettore si prepara, le prime righe vengono lette e, senza rendersene conto, la mente si fonde con la storia letta: il fruscio delle pagine è come il ta-tam del treno in corsa. E, proprio come un treno in corsa, la nostra fantasia corre velocissima e non può essere fermata nemmeno dall’interruzione della lettura.

I personaggi di cui si è letto ci accompagnano dove andiamo, ci seguono, ci danno consigli. C’è il Verne di quando eravamo bimbi che ci indica la luna piena; Padron’Ntoni che ci insegna a non far debiti; Gian Giacomo Mora che ci accompagna per Piazza Vetra e, se un violino suona, l’invidia di Zeno tiene compagnia alla nostra. Essi ci seguono nei nostri viaggi in treno e nella vita, essi ascoltano i nostri pensieri e, le loro esperienze, fatte nostre con la lettura, ci aiutano a decidere quali scelte fare.

Il sole batte i suoi ultimi raggi sui vetri dei finestrini e le palpebre dei viaggiatori, aprendosi, lasciano indifesi gli occhi, così come, poco prima, la forza dei caratteri stampati è penetrata in noi.

Il treno si ferma dolcemente e così le pagine, le ultime, restano per più tempo fra le nostre dita, come se, il leggere con calma le parole, allontanasse la fine. Ma è proprio quando il treno si ferma e l’ultima parola è consumata che un senso di sollievo, misto a nostalgia, colpisce il lettore. Bisogna scendere, poggiare i piedi sulla banchina di pietra: eppure preferiremmo non farlo. Le facoltà razionali si svegliano e i nostri arti, ancora intorpiditi, muovono i primi passi nel confuso brusio della stazione.

E di nuovo il viso di uno sconosciuto, o forse il cinguettio di un uccellino, ci riporterà fra le pagine lette, ormai confuse nel nostro passato e indistinguibili dalla realtà. Passeggeremo fra la gente col pensiero altrove, sognante, impregnato di fiabe e verità. Il nostro corpo di sempre è retto da una nuova mente e il nuovo Io, arricchito e migliorato, è affamato di nuovi viaggi. Arrivati a casa si riaprirà un libro e la storia andrà avanti.

Leggere non è facile perché la vita stessa non è mai facile. Leggere è vivere e rileggere è rivivere, poiché, esattamente come lo stesso treno preso in momenti diversi della vita, anche la lettura del medesimo libro ci porterà a vivere viaggi profondamente differenti.

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Conclusioni

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Alessandro

Alessandro

Alessandro è un milanese che vorrebbe scappare da Milano, è appassionato di informatica ma vorrebbe vivere senza telefono, è un artigiano eppure vorrebbe robotizzare tutto, impara una cosa e già vorrebbe studiare dell’altro. Autodidatta da sempre, gli piace sbattere la testa finché tutto non funziona come vuole lui, spesso ci riesce anche! Il motto che si ripete dentro la testa è: “Se ci sono riusciti gli altri ci posso riuscire anche io”.

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